Cos’è la Psoriasi


La psoriasi è una malattia cronica, non trasmissibile, dolorosa, deturpante e disabilitante, da cui non si guarisce completamente e che ha un notevole impatto sulla qualità di vita.  

Essendo una malattia della pelle, solitamente si manifesta a livello cutaneo, ma può anche interessare le articolazioni ed essere associata a diverse altre patologie.

Questa patologia è dovuta allo sviluppo di processi infiammatori prolungati, a loro volta causati da alterazioni della risposta immunitaria a livello cutaneo. L’infiammazione non è però limitata alla pelle, ma spesso interessa diversi organi; infatti, oltre ad essere un disturbo cutaneo, viene considerata una malattia sistemica, cioè che riguarda l’intero organismo.

La psoriasi ha le caratteristiche di una malattia sia autoimmune, sia infiammatoria: due meccanismi diversi che potenzialmente si rafforzano l’un l’altro.

La caratteristica distintiva della psoriasi è l’infiammazione prolungata che porta alla proliferazione incontrollata dei cheratinociti, cioè le cellule più abbondanti della pelle, e a una loro disfunzione.

Le manifestazioni più comuni, circa il 90% dei casi, sono le placche eritematose, con bordi ben delimitati, pruriginose, ricoperte di squame argentee.

Le cause della psoriasi non sono ancora state completamente chiarite, anche se è evidente l’importanza di una certa predisposizione genetica; la psoriasi è considerata una malattia complessa e multifattoriale.

Adesso che abbiamo spiegato che cos’è la psoriasi, entriamo nel dettaglio di questa malattia.

Chi ne è affetto?

La psoriasi rappresenta un problema globale che interessa almeno 100 milioni di persone nel mondo. Colpisce indistintamente le persone di tutte le età e uomini e donne, anche se è stato osservato che nelle donne la malattia risulta meno grave. Tuttavia, nelle donne con psoriasi, la probabilità di soffrire di un disturbo mentale è doppia rispetto agli uomini affetti dalla stessa malattia.

 La psoriasi può essere classificata in base all’età d’insorgenza dei primi sintomi. 

       La psoriasi ad insorgenza precoce, o di tipo 1, si manifesta prima dei 40 anni di età, con un picco intorno ai 16-22 anni, e rappresenta il 70% dei casi di psoriasi. I pazienti con psoriasi di tipo I mostrano più familiarità e una malattia più severa rispetto ai soggetti con psoriasi di tipo 2.

        L’età d’insorgenza della psoriasi di tipo 2, ad insorgenza tardiva, corrisponde a 40 anni o oltre, con un picco intorno ai 57-60 anni. 

Quali sono i tipi di psoriasi?

Stabilire la gravità di questa malattia cronica della pelle può essere utile per guidare le scelte terapeutiche. Esistono diverse manifestazioni di psoriasi, altamente variabile in termini di aspetto, distribuzione sul corpo e gravità. È inoltre possibile essere affetti da più tipi di psoriasi contemporaneamente. 

La localizzazione di psoriasi si suddivide in:

  • Psoriasi a placche – È la forma più comune, che corrisponde a circa il 90% dei casi. Le manifestazioni classiche sono a placche eritematose, ben definite, pruriginose e ricoperte di squame argentee. Queste solitamente appaiono su tronco, gomiti, ginocchia e cuoio capelluto.
  • Psoriasi del cuoio capelluto – Si presenta con lesioni di solito asimmetriche, quindi solo in certe aree del cuoio capelluto, ben demarcate e con scaglie biancastre.
  • Psoriasi palmo-plantare – È una variante di psoriasi con localizzazione su palmi delle mani e/o piante dei piedi; di solito è associata a manifestazioni anche su altre parti del corpo, mentre è raro che rimanga confinata alle sole estremità. Anche se questa forma interessa una piccola percentuale di superficie corporea, le persone che ne sono affette hanno una qualità di vita ridotta rispetto a quelle con psoriasi a placche moderata e grave e sono soggette a più limitazioni sia al lavoro che nel tempo libero.
  • Psoriasi inversa – Interessa la pelle delle pieghe cutanee (come ascelle, inguine, ecc.) ed è caratterizzata da placche eritematose e leggermente erosive. Chi è affetto da psoriasi inversa può sperimentare impedimenti fisici e disagio, anche quando le aree colpite dalla malattia sono limitate. Attualmente esistono terapie più mirate rispetto a quelle disponibili in passato, il cui utilizzo può migliorare i risultati clinici di tutti i pazienti, indipendentemente dall’area cutanea affetta.
  • Psoriasi guttata – È una variante caratterizzata da placche più piccole. Di solito si manifesta in bambini e adolescenti, spesso a seguito di una tonsillite.
  • Psoriasi ungueale – Questa variante colpisce più frequentemente le unghie delle mani che quelle dei piedi. Si manifesta con piccoli solchi sulla superficie dovuti a difetti nella formazione dell’unghia stessa, talvolta anche con delle “macchie giallastre”.
  • Psoriasi eritrodermica – È una condizione acuta, in cui fino al 90% dell’intera superficie del corpo risulta di colore rosso vivo e infiammata. Questo tipo di malattia della pelle può svilupparsi secondariamente ad altri tipi di psoriasi, e richiede un trattamento di emergenza.

Sintomi e cause

Dopo aver spiegato che cos’è la psoriasi e come si può manifestare, conosciamo i sintomi specifici, per affrontarla meglio.

Sintomi della psoriasi

Le manifestazioni cutanee della psoriasi possono essere molto variabili, ma le caratteristiche più comuni sono:

  • presenza cronica di placche eritematose, simmetriche e con scaglie
  • dolore e prurito in corrispondenza delle placche eritematose
  • qualità di vita ridotta

È importante riferire i sintomi della psoriasi al proprio medico per ricevere indicazioni su come mantenere il controllo della malattia.

Le cause della psoriasi

Le cause della psoriasi non sono ancora completamente note. Si sa che è una malattia cronica e infiammatoria della pelle, che nasce da una forte predisposizione genetica e in cui sono coinvolte anche alterazioni del sistema immunitario. È importante sapere che nonostante il problema nasca da una risposta eccessiva del nostro corpo, questo sta sostanzialmente cercando di proteggerci.

  • Disfunzioni a livello immunitario: A volte il sistema immunitario riconosce come estranee delle cellule sane che invece fanno parte del corpo, e le attacca; questo fenomeno si definisce risposta autoimmunitaria. Nella psoriasi, questa disfunzione del sistema immunitario porta allo sviluppo di infiammazione prolungata; a loro volta i processi infiammatori portano alla replicazione eccessiva dei cheratinociti. Dato che queste cellule compongono lo strato più superficiale della pelle, è qui che si manifestano i sintomi della psoriasi.
  • Predisposizione genetica: Mentre il ruolo di alcuni fattori ambientali (come lo stress, i traumi e alcune infezioni) nello sviluppo della patologia è stato ampiamente chiarito, diversi studi hanno dimostrato che esiste anche una forte componente genetica alla base di questa malattia della pelle. È stato osservato, infatti, che la psoriasi si manifesta più spesso tra parenti di primo e secondo grado, rispetto alla popolazione generale, e anche nei gemelli omozigoti rispetto a quelli eterozigoti. È però possibile essere portatori dei geni che predispongono alla malattia senza mai svilupparla. La psoriasi è quindi comunemente considerata una malattia multifattoriale che deriva dall’interazione tra suscettibilità ereditata e fattori scatenanti ambientali.

Possibili fattori scatenanti  

Sono numerosi i fattori che possono suscitare le manifestazioni dei sintomi della psoriasi negli individui geneticamente predisposti. Questi fattori includono:

  • ferite cutanee
  • infezioni
  • alcool e tabacco           
  • stress
  • obesità
  • alcuni farmaci (come litio, beta-bloccanti, ACE-inibitori e FANS)
  • cambiamenti ormonali
  • allergie
  • esposizione alla luce solare
  • inquinamento
  • temperature fredde

Conoscere meglio ed evitare questi fattori può aiutare a controllare meglio la psoriasi.

Molti dei rischi associati ai fattori scatenanti possono essere ridotti adottando uno stile di vita sano.

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